Quando ho letto: “ Akris veste donne che si aspettano il meglio da un abito. Sono sicure di sé ed eleganti, apprezzano la qualità e la sobrietà e vedono la moda come il nuovo Zeitgeist . La donna Akris è riservata e sexy, non è mai superficiale e non scende a compromessi sulla qualità” ho sorriso. A volte le filosofie delle aziende divertono e fanno pensare. Immagino quindi che quando entreremo nei negozi Akris saremo catapultate una ad una in capsule di cristallo contenenti androidi pronti ad analizzare la nostra anima e se per caso qualcuna di noi dovesse risultare positiva all’insicurezza, all’egocentrismo o alla superficialità beh sappiate che non ci venderanno abiti. Humor a parte, per questa collezione il designer ha detto di essersi ispirato al film “Grand Prix” di Frankenheimer datato 1966. Che i motori vadano di moda per questa stagione l’abbiamo già capito dallo show di Prada. Ma quella di Akris sembra essere un’ispirazione più delicata fatta di dettagli, polsini e stampe con scene delle gare. Gli abiti si trasformano così in piccoli mondi popolati da amanti della formula uno che assistono allo spettacolo da splendidi balconi fioriti o alti palazzi. La maglia di rete non poteva certo mancare anzi sulla passerella ha sfilato un intero abito in rete. E allora che rete sia anche per noi solo che invece di indossarla la mettiamo in forno. In che senso? Continuate a leggere..
SHARE ON:Il designer Albert Kriemler ha creato questa collezione per Akris ispirandosi alla Wedding Tower di Vienna e ha riproposto nei look le particolarità della costruzione con tutti i suoi colori. Per questo outfit: pantaloni aderenti portati con una preziosa giacca che, a prima vista, credevo fosse in velluto, in realtà è pelo rasato. Il tutto in una nuance di colore simile a quello della zucca. Impossibile non pensare ad una ricetta di tutto rispetto: la zuppa vellutata di zucca. Un sapore morbido e delicato che necessita solo di un filo di ottimo olio extravergine d’oliva messo a crudo e una spolverata di pepe nero macinato al momento. Da piccola non amavo questo pietanza ma con il tempo ho imparato ad apprezzarla ed ora non posso farne a meno, soprattutto il Lunedì, dopo un weekend passato tra ristoranti, bicchieri di vino e brunch. E’ sempre affascinante sedersi a tavola e trovare una zuppa bollente servita in piatti rustici di porcellana pesante o di terracotta. Fa tanto: casa dolce casa! 