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Siete pronte? Siete calde? No, non siamo ad un concerto pop, ma si può dire che in un certo senso i saldi siano un fenomeno popolare.
Tra code fuori dai negozi, competizioni tra shopping addicted sul pezzo del momento e programmazione dell’itinerario vincente, direi che i saldi di gennaio siano persino “pulp”, non trovate?
Proprio nei giorni in cui la Befana viene di notte “con le scarpe tutte rotte”, io vado in cerca di scarpe nuove perché non sono ancora abbastanza vecchia. Non ne ho mai abbastanza e, come le ricette, mi piacciono nuove, pratiche e di qualità. Naturalmente ad un costo ragionevole, perché la Jole conosce il valore del denaro e l’ingordigia dei commercianti. Ecco alcuni suggerimenti per salvarsi dalla giungla dei saldi:
-stilate una lista dei capi o degli accessori che vi hanno infranto il cuore sotto Natale. Vuoi perché troppo costosi, vuoi perché nessuno ve li ha regalati (nemmeno Babbo Natale o il principe rospo);
-non temete che siano andati a ruba, perché a certi prezzi non siete le uniche a non poterveli permettere. Sono ancora lì che aspettano chi sa aspettare;
-l’atteggiamento. E’ inutile sgomitare, correre o dormire per strada per essere le prime. Non siamo in America e in tempi di crisi non c’è da fare a botte. Recatevi di buon ora, ma a passo regolare, nel negozio dove sarete già entrate in precedenza e dove a suo tempo avete finto disinteresse alla vista dell’esorbitante cifra sul cartellino;
-salutate la commessa con una mentina in bocca che vi darà un tocco fresco la mattina presto. Fate come se foste migliori amiche e chiedetele se “per caso” quella scarpa o quel cappotto sono ancora lì (tanto lo sapete che ci sono nascosti da qualche parte). Fingete stupore quando vi annuncerà che sono in saldo ed esclamate un “ah sì?”, senza lasciar intravedere un bisogno perché si sa, noi viviamo di capricci;
-afferrate “saldamente” il capo del vostro cuore e non appoggiatelo mai e per nessun motivo perché ricordate che non siete le uniche a desiderarlo;
-girellate serene su voi stesse e godete delle pupille dilatate di colei a cui avete soffiato il pezzo, perché lo shopping è una soddisfazione multisensoriale e una questione di grande talento.
Io, dal momento che visito solo i saldi dei miei negozi preferiti, mando tutto in camerino così giusto per marcare il territorio. Ci spedisco più capi di quelli che comprerò perché mi piace entusiasmare le commesse che a quel punto mi diranno: “ora che ci penso c’è anche..” aggiungendo così alla mia scelta alcuni capi che tenevano in magazzino.
Sì perché ogni negozio ha una doppia offerta e di solito la prima è per le consumatrici ansiose e compulsive, la seconda invece per le avvedute e di gran lunga più interessante.
-In ultimo c’è la questione più importante ovvero: il metodo di pagamento.
La Jole ai saldi non aggiunge i costi bancari del credito revolving (le banche non fanno saldi sui tassi di interesse), ma ha cura di risparmiare con sufficiente anticipo il necessario. Se ha amiche negli show-room si preoccupa di inviare loro opportuni pensieri natalizi ed attende di essere chiamata per le svendite private;
La Jole acquista capi iconici come trench, cappotti o maglieria fine di colori neutri perché l’eternità non ha trend limitanti. Certo, comprende l’amore delle fanciulle per le “novità”, perciò concede loro di accapigliarsi per “quel maglione né azzurro, né blu, ma ceruleo in effetti, che qualcuno ha scelto per loro” e di utilizzare mancette e piccoli risparmi allo scopo.
Soprattutto la Jole non fa sconti in amore, negli affetti e nella verità, perché certe cose non si possono comprare. Nemmeno coi saldi.

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