Jole-e-il-natale

Come potrebbe la Jole non gradire il Natale? Graziosi addobbi, fiocchi, carte colorate, delizie glassate e letterine che profumano di infantile bontà e speranza sono cose che allargano il suo cuore. Quello che le è difficile sopportare del periodo è invece l’annuale ridda di coloro che “non vedo l’ora che passi”, “consideratemi morta” o “non faccio niente a nessuno”. Si dice che l’essere umano abbia bisogno di illusioni tanto quanto della realtà, e a illusioni le donne sanno il fatto loro, vero bambine? Certo non pretendo che crediate a Babbo Natale, ma dal momento che credete fin troppo facilmente al Principe Azzurro, non disdegnerei lo sforzo di non essere ciniche con gli altri e con le loro preziose illusioni natalizie. Di non criticare e di non prendere per spendaccione quelle che vogliono cambiare l’albero quest’anno, quando a Gennaio è il mondo intero a cambiare quattro stagioni di armadi con un click.

Natale è il momento in cui nessun problema si risolve per miracolo, ma può essere l’occasione di credere in un miracolo che lo risolva, o che almeno ci aiuti a non portarne il peso da soli. Quel miracolo è la convivialità che il Natale invita a creare.

Dite: ma Jole perché ci vuole Natale? Bisognerebbe essere generosi e buoni tutto l’anno!

Certo fiocchi di neve, ma le donne sono anche realiste e  tra le vacanze di Agosto,  lo sci di Pasqua, un paio di Black Friday, un capodanno, il vostro compleanno e i saldi, volete farmi credere che in un anno voi pensate a qualcun altro che non siate voi stesse? Che se gli zampognari non vi facessero trasalire nel letto, vi ricordereste della zia anziana o di quell’amica disoccupata che non può più permettersi altre “terme” oltre ai fumenti con la famosa pomata all’eucalipto in casa da sola?

Le Carole di Dickens ci ammoniscono dall’essere aride in quel tempo, neanche adducendo a comprensibili quanto sterili considerazioni sul “consumismo”. Non ho mai conosciuto nessuna che abbia voluto da un fidanzato un anello di fango per salvare l’Amazzonia, perciò perché regalare a una amica quelle odiose candele cinesi al profumo di Wanton magari riciclate?La regola è: non si può essere sostenibili con regali insostenibili!

Natale è il tempo in cui dovremo ricordare chi è rimasto indietro, lasciando per un momento la nostra principale preoccupazione su chi ci si pigli, e dedicarci a scegliere un regalo che non ci avanzi dal 3×2, o a spendere una frase gentile che non sia “scusi scende?” O “chi è l’ultima? O “scusi ma è in saldo? Perciò tolto l’obbligo di far gioire un bambino con un bel regalo canonico, la Jole fa un Natale tradizionale con un tocco di imprevedibilità.

Per esempio prepara una torta semplice per la vicina anziana che ha paura di accendere il forno o regala al custode uno sciarpone caldo fatto a mano per le fredde mattine in cui vuota i sacchi, porta un thermos di caffè bollente al senzatetto sotto casa e saluta con un “buongiorno signora” la signorina a pagamento del lampione vicino: cose che non cambiano la vita, ma attribuiscono dignità ad ognuno nel proprio stile di vita.

Per gli amici stretti la Jole :
-elegge a “Natalino” un oggetto o un libro pensato che dona a loro in modo imparziale;
-per i parenti: ha riguardo per la suocera, per le zie e i bambini come parte di un proprio dovere morale (ma avendo le sue preferenze spende per la consegna dei doni più tempo con chi le va a genio);
-non regala stufe difettose ai nonni;
-per tutti la Jole prepara una Bouche Noel come dessert, perché la felicità è a forma di tronchetto, ma non per forza è una scarpa o un punto vita;
-per se stessa prepara la casa di pane di zenzero al posto del presepe (la Jole detesta i bivacchi umidi sotto le stelle comete) e vi alloggia come Dio comanda (ops) Giuseppe, Maria e il bambino, mentre dà al bue e all’asino la giornata libera;
-la sera della vigilia indossa qualcosa di rosso e beve Carcadè. Se nevica mette briciole e semi sul davanzale per gli uccellini (anche per le cornacchie in fondo e’ Natale), un po’ di musica, e apre il dono del suo compagno. Se è gradito lo abbraccia forte, sennò sorride immobile e lo chiude fuori sul balcone per sbaglio;
-telefona alle amiche lontane la mattina di Natale per gli auguri e qualche aggiornamento sul tempo;
-apre il suo carillon preferito: la casina di babbo natale e degli gnomi che vivono in promiscuità, e si augura di cuore che l’amore in qualunque forma si manifesti venga celebrato ancora come il dono più importante da dare;
-la Jole di notte non spegne l’albero per risparmiare, non sbircia l’arrivo delle renne, ma gli addobbi della coppia gay difronte con cui condivide il gusto gaio per le feste;
-soprattutto la Jole a Natale non è buona per forza, ma lo è “perchè la bontà è una festa segreta, un regalo che fai a te se stessa. L’unica ribellione possibile all’andazzo indifferente e violento di questo mondo”.

Buon Natale.
La vostra Jole.

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