Jole-spesa

E’ in questi momenti che l’espressione “avere le spalle grosse” ha il suo senso.
La Jole non si porta il carrellino al mercato rionale perché, care mie, deve già sopportare quello delle altre che fanno sembrare il mercato una tangenziale. Le signore anziane spazzano e spezzano caviglie e calze a tutta forza con quelle ruote, e il rischio di una rissa da automobilisti è oltremodo probabile quanto disdicevole. La Jole invece:
-sceglie tra tutte le sue borse, una paglia d’estate o una shopper no logo, un po’ datata e informe d’inverno;
-mette un abito non pretenzioso, ma vivace abbastanza da essere “ricordato”.
D’altro canto il richiamo del mercato rionale sta alla Jole come il sogno a Jung, e il piacere femminile alla Jong.
Il mercato e la sua gente sono il suo Jung e il suo Jong.
Lo so che tutte adorate i supermarket specie se mini e bio (anche io amo mettere cose alla rinfusa nei carrelli delle coppie per godermi la lite alla cassa), ma è nei mercati che una vera Jole “pesa” la società e i suoi mutamenti: andrà la culotte a vita alta color carne? Il cerfoglio sarà il nuovo “zenzero”? L’economia domestica è sana o malata? Lo sanno di certo Luigi il verduriere e Luisa la merciaia.

Il mercato è il luogo dove la fiducia è più seria che in un matrimonio, la trattativa più essenziale che alle Nazioni Unite, e lo spirito di osservazione più necessario del correttore. La Jole vi lascia alcuni suggerimenti per fare del mercato il vostro palcoscenico:
-se ci andate per la prima volta passatelo tutto in un verso come le modelle in passerella, ma con le orecchie tese;
-diffidate di chi chiama tutte “bella” (vende solo consolazioni e prodotti scadenti) e prendete nota invece di chi conosce le sue clienti per nome;
-evitate le traverse, i banchi migliori sono fissi e sul cammino principale;
-scartate chiunque vada troppo sottoprezzo (è un mercato mica una asta fallimentare) e prediligete sempre frutta e verdura di stagione;
-al secondo passaggio andate dove vi porta la lista della spesa e attendete il vostro turno senza sgomitare o richiamare l’attenzione: se siete abbastanza “Jole” sarete già state notate perciò calmatevi, pacificate sorridenti le signore sciatte che si passano avanti tra loro, e se chiamano il vostro turno chiedete un magnanimo “c’era prima lei signora”?;
-controllate il peso e i resti come se non importasse, ma con l’occhio d’Aquila;
-chiedete gli ortaggi nelle cassette vicino alle bilance: il fronte del banco è un’esca, ma è invece dietro che tengono la scelta per le “clienti fisse” e voi mostrate di volerlo diventare;
-finita la spesa ringraziate come se ve l’avesse regalata, salutate l’ambulante con un affabile e ben scandito “a-rivederci” e non un secco arrivederci;
-al mercato non si risparmia sul prezzo, ma si guadagna sulla durata e qualità del prodotto e tutto si gioca sul terreno dell’astuzia ma non dell’inganno. Esattamente come in un matrimonio: non dimenticate che dopo anni di strada gli ambulanti riconoscono le stronze, le misere, le snob e riempiono i loro sacchetti di scarti svuotandogli il portafoglio con tutta calma. Ma sanno anche premiare chi li scalda con un sorriso bianco e un rossetto rosso;
-saprete di essere state “scelte” quando, tornando, l’ortolano vi dirà che quel peperone bellissimo non è buono (o proponendovi il minestrone già pulito mentre fantasticava sulle vostre caviglie fini), il formaggiaio vi proporrà assaggi per incontrare le vostre dita, e il pescivendolo doppierà la carta dello spada per non farvi inseguire dai gatti sulla via del ritorno.
Soprattutto al mercato:
-nessuno vi lancia la roba sui rulli perché a fine turno;
-le offerte sono davvero “su misura” della vostra fedeltà e del vostro charme;
-gli ambulanti si alzano per davvero nel cuore della notte e non per finta come in certi spot della grande distribuzione;
-portare gli spicci per facilitare i resti interi e’ un tocco di classe che favorisce relazioni privilegiate..come piace a noi;
-i tagli grossi svuotano le casse e sono inutilmente volgari da mostrare, oltre ad attrarre i borseggiatori;
-il mercato è un km zero tra senso dei tempi e i tempi che corrono, un pulsante spaccato di realtà con le atmosfere magiche di un circo umano reale che nessun supermercato può offrire, ma perché diventi il vostro palcoscenico settimanale dovete essere come in amore: indimenticabili con discrezione, adeguate alle sfide con le altre e soprattutto tanto, ma tanto determinate ad ottenere solo il meglio per voi stesse.
In fondo la vita è come un mercato in cui bisogna avere il coraggio di essere di “prima scelta” in mezzo a molte attraenti fregature.
E ricordate che la Jole al “buon peso” degli ambulanti, risponde “lasci pure” perché crede che l’universo sia come lei: benevolo e orientato all’abbondanza, ma solo con chi non risica ma soprattutto non rosica.

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