Jole-branzinoLa sera prima di quell’esame importante, di un colloquio di lavoro, di quella firma sul divorzio, vi si chiude lo stomaco? Nessuna voglia di fare la spesa??
Certamente mangereste un barattolo di gelato o del cioccolato, ma non vorrete mica presentarvi dall’avvocato belloccio con vistosi brufoli o accecare il futuro capo col bottone della giacca, vero?
D’altra parte, stando digiune (che aiuta la lucidità del pensiero), potreste sì sfoggiare lo zoom dentale sbiancante, ma nell’ascensore a sbiancare sarebbero gli altri perché, grissine mie, la fiatella che vi viene… Sa il cielo neh?
Lo so che in frigo avete solo parmigiano, una barbabietola già cotta, il gelo che prende in certi momenti e una patata sola come voi.
Per fortuna, La Jole, mica sta qua a pelare le carote con le piume. Dite: “ma Jole tu che ne sai dei tormenti di noi giovani moderne?”
Che volgarità, non è che ai miei tempi i mali d’amore li scrivevamo nelle pitture rupestri, o che la più emancipata si chiamasse Hatshepsut (mo’ andate a vedere chi era già che non vi brucia il soffritto) e fosse Faraona!
Qualcosa persino nei momenti peggiori bisogna buttar giù insieme ai Bocconi amari, ragazze mie. Perciò animo e si inizia.

Ingredienti:
-Un colloquio o un divorzio (se ne trovano ovunque);
-una barbabietola rossa (“hasta bietola siempre”);
-una patata stufa, stufata e stracotta con la buccia d’arancia;
-un mestolo di brodo di gallina vecchia (se manca chiedete a zia);
-parmigiano grattugiato;
-sale q.b;
-cervello Q.I;
-pepe rosa.
-un mezzo melograno che fa buon auspicio.

Per prima cosa, scaldate una piastra piccola e liscia e vincete la voglia di passarvela tra i capelli: adagiate invece un cucchiaio di parmigiano e premetelo col dorso dello stesso formando una chip, rivoltatela come i calzini del bucato e ponetela calda su un altro cucchiaio capovolto e lasciate raffreddare: ne fate alcune ripassando il curriculum o la rendita catastale della ex casa coniugale.
Una volta lessata la barbabietola e la patata sfogatevi su di loro col frullatore a immersione e la maschera da snorkeling del viaggio ai Caraibi respirando dal tubo (che previene il panico).
Salat, pepate, insomma dategli un po’ di grinta e ammorbidite col mestolo di brodo perché un mappazzone e’ già la vita. Prenderà un colore rosato lilla come i rossetti color polmonite che mettete quando volete essere modeste.
Guarnite con le chips e coi chicchi di melograno giocando a “m’ama non m’ama” o a lo spenno o non lo spenno. Chiamate l’avvocato, fissate il colloquio, buttate i vecchi rossetti perché in tempo di guerra le labbra delle donne erano rosse, ma mai di vergogna!
Beveteci un buon vino corposo e non dimenticate che la Jole ha il frigo pieno e, se messa alle strette, non alza il gomito ma la fiamma.

La Jole cucina bene, ma ama male e mescola i suoi sentimenti con gli ingredienti creando ricette che profumano di vita quotidiana: brusca in apparenza, la Jole, ha un codice morale ferreo ed è disciplinata e generosa, come occorre esserlo per avere ospiti a tavola e nel cuore. 

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