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Insalata di seppie. PER 4 PERSONE

-O grande fresca e pulita direi almeno 4 o quelle piccole congelate circa una dozzina (entrambe si ritirano della metà dopo i bollori come il <.…> di vostro marito)
-una cipolla bianca
-una cipolla rossa
-una carota
-una costa di sedano
-due limoni
-un paio di litri di acqua
-sale
-pepe
-olio extravergine d’oliva
-un marito.

Pulire carote, cipolla, sedano, e metterne metà nell’acqua con un pizzico di sale. Le altre tenetele da parte insieme all’invidia. Riflettere sulle solite minestre finché giunga a ebollizione come la pazienza.
Mettere le seppie pulite, abbassare il fuoco al minimo e cuocere per un’ora coperte.
Scappare di casa.
Tornare e tirare su tutto con la schiumarola (mestolo forato) e mettere in una ciotola immersa nel ghiaccio (se avete frigo americano o tendete ai bollori perciò ne avete sicuramente scorta).
Tagliare a listarelle sottili le teste delle seppie e tritate da parte i tentacoli (che io tengo per un risotto).
Con una mandolina (pizza e mafia) tagliare la cipolla rossa e quella bianca a velo, la carota e il sedano crudi a cubetti. Chiamare un’amica vegana e dirle che mangiate solo quello: sarà felice. Piangerci sopra perché bisogna esser audaci per essere crudisti, ma se non vi riesce usate la cipolla come contorno occhi.
Tagliare ora anche le verdure cotte prima nel brodo e raffreddate come l’ultimo fidanzato avuto. Spremere i limoni, filtrare il succo, aggiungervi olio di gomito d’oliva, grani di pepe, salis sale e un’amica sempre in mezzo come il prezzemolo.
Unire tutto in un bel piatto da portata e lasciare riposare in frigo mentre voi col piffero che riposate perché c’è da pulire tutto con l’aceto (si consiglia di usare quel vino che avevate tenuto da parte per quello che non è mai venuto a cena).
La Jole filtra anche il brodo e lo congela nel coso dei cubetti di ghiaccio per un eventuale risotto o per un Negroni molto “sbagliato” da offrire alla vicina antipatica con candore.
Fatto ciò, trovare un marito o facente funzione poiché nessuna ricetta può dirsi perfetta senza una ridicola critica maschile tipo: “buona, ma sa un po’ di pesce”.
E ricordate, in cucina la Jole:
1) non lascia mai i piatti sporchi nel lavandino;
2) cucina porzioni abbondanti nell’eventualità che si presenti all’improvviso, un amico, un nemico, o un pellegrino;
3) non dimentica i tovaglioli;
4) se conosce qualche canzoncina anni ’60 la canticchia mentre sfaccenda.
Ma soprattutto: la Jole non si fa strane idee.
Buon appetito.

La Jole cucina bene, ma ama male e mescola i suoi sentimenti con gli ingredienti creando ricette che profumano di vita quotidiana: brusca in apparenza, la Jole, ha un codice morale ferreo ed è disciplinata e generosa, come occorre esserlo per avere ospiti a tavola e nel cuore. 

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