Jole-in-rosso-img-post

“Felicità é l’abito rosso che hai sempre sognato e che forse indosserai per prendere il the con le amiche in cucina”.
Così una mia amica ha descritto la sua idea di felicità. E voi in che forma le dareste materia?
Io, da brava Jole, ho un ricordo d’infanzia sulla questione: la Torta della zia Ada.
Era quella zia che tutti abbiamo avuto: un po’ corpulenta, la sorella di nonna che affettuosamente chiamiamo zia, quella che si vede alle feste comandate, la mamma dei cugini che non si sposeranno mai e per questo lei chiede continuamente a voi.
Insomma, la zia Ada era famosa in famiglia per il suo dolce di origini catalane dal nome impronunciabile. Era una torta coperta di frolla morbida con un cuore di crema soda, fresca e bianca che io aspettavo con tanto entusiasmo e di cui, ahimè, mi era concessa una sola fetta perché eravamo troppi e non stava bene essere ingordi. Con lo zio Fausto, carabiniere in pensione con una triste passione per le barzellette sconce, veniva a trovarci portando con sé le sue gambe sempre troppo gonfie e un petto prosperoso a punta, come se venisse dall’America.
Nella cucina di nonna, sedute al tavolo rotondo, lei e le sue sorelle cominciavano a parlare in dialetto di qualcuno o di qualche segreto famigliare, lasciandomi lì a fissare la tortiera e la “loro” idea di felicità: la sorellanza. Vi propongo una versione modificata perché possiate farla in fretta.
Ingredienti:
-una zia troppo curiosa;
-un litro di latte alle ginocchia (quello ci viene sempre);
-qualche lampone;
-una bacca di vaniglia;
-due sfoglie già pronte come le risposte;
-60 g di amido di mais o di riso per addensare;
-150 g di zucchero non filato;
-due amiche felici, della biancheria casta
-un the ai frutti rossi da bere in cucina.

Fissate un the con le amiche e, siccome chiamerete quelle più intime, riordinate la cucina e non il salotto, perché è in cucina che si svelano i segreti, mentre sul divano si celano a tutti dietro un sorriso. Circa due ore prima, prendete la bacca di vaniglia e con la punta del coltello incidetela per lungo esponendone i semi. Versate la maizena o l’amido di riso sul fondo del tegame e un poco di zucchero e create la base della crema senza grumi (deve essere densa, collosa e liscia) con un poco di latte caldo versato.
Quando siete certe che sia liscia versate il resto del latte e ponete sul fuoco mescolando finché si addensa sfiorando il bollore.
Nel frattempo scaldate a 180° C il forno e mettete la pasta frolla sottile in una teglia.
Versate ancora calda la crema e coprite con la seconda sfoglia chiudendo bene i bordi e infornatela per 15 minuti. Raffreddatela al balcone per farvi nuovi amici.
All’arrivo delle amiche mettete un vestito rosso, una lingerie vintage come zia Ada, e preparate il the ai frutti rossi.
Sistemate le sedie in circolo per le vostre “sorelle per scelta” e servite segreti e fette di torta guarnite con lamponi passati nello zucchero a velo, ma soprattutto ricordate di tenere il forno leggermente aperto perché la Jole serve al freddo solo la vendetta.

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