Jole-in-cucina-spuntino-accidioso-parallax

“Lo stupore non dura più di tre giorni”, diceva una amica di mia mamma. E aveva ragione. Che lo zio single sessantenne dichiari di essere gay al pranzo di Natale o che riceviate un anello di fidanzamento grande come una cialda del caffè espresso, non stupitevi se dopo tre giorni non importa più a nessuno. Perciò non bisogna vergognarsi se una mattina vi svegliate e dopo aver sistemato le salviette sulla barra del lavello non avete più voglia di fare niente. Dopo tre giorni nessuno se lo ricorderà più.
Non crederete che la Jole abbia le famose pile inesauribili, vero? Ci sono giorni in cui guardo gli utensili di cucina con lo stesso interesse con cui si guarda un marito durante il sonnellino dopo pranzo: chiedendomi se è veramente ciò che voglio. In quei momenti sto in casa tutto il giorno spostando i mobili in cerca di un nuovo assetto con il quale riconnettermi, cambio i fiori e mi metto un bel vestito perché l’accidia sarà anche un peccato mortale, ma mai quanto il rimanere in pigiama e di cattivo umore. Il segreto ovviamente è non aprire la porta a nessuno, lasciare la segreteria telefonica in modalità silenziosa e aver buttato la pattumiera la sera prima (il cattivo odore rende i vicini più curiosi del solito).
Tuttavia è certo (come è certo che Brooke Logan di Beautiful resti incinta) che ad una certa ora vi verrà un po’ di appetito e che il campanello suonerà.
Con un bel vestito e quella serie TV in sospeso non potete metterci molto. Ci vuole uno spuntino sfizioso come le carote croccanti con la salsa allo yogurt.

Ingredienti solo per voi.
-Un predicatore della fine del mondo;
-4 o cinque carote (il bastone non è buono);
-olio benedetto;
-parmigiano;
-aglio tritato (tiene lontano i vampiri emotivi);
-prezzemolo (è dappertutto)
-sale;
Per la salsa:
-yogurt bianco aspro ;
-succo di limone;
-erba cipollina.

Accendete il forno a 200° C.
Cimate e raschiate le carote lavate, ignorando il campanello della porta suonato dal solito predicatore (il mondo finirà ma non oggi). Tagliatele a metà e di seguito fatele a bastoncini.
Mescolate l’olio, l’aglio, il prezzemolo, il sale e conditeci le carote in una larga ciotola. Poi spolveratele col parmigiano che si attaccherà alla superficie appena unta.
Rovesciatele su una placca da forno e allargatele un po’ prima di metterle al caldo per 15-20 minuti.
In una ciotolina versate lo yogurt, il succo di limone, il sale e l’erba cipollina e avete fatto la salsa più velocemente di una mano al bridge. Sfornate le carote su un piatto lungo e stretto e con la salsina dirigetevi sul sofà a godervi il finale.
La Jole non si spaparanza sul divano e, anche se svogliata, ha cura di allineare le ciabatte o le scarpine sotto al tavolino, mentre sgranocchia lo spuntino che si è preparata senza fare rumori strani con la bocca. Perché uno spuntino sul divano non sarà certo la fine del mondo, ma in caso lo fosse, non la troverebbe certo scomposta e stupita. Se Il predicatore non si rassegnerà disturbandovi oltre, dirigetevi alla porta e aprendola ditegli con decisione di essere lesbica, atea e con tendenze sadiche (tre cose che tutti i predicatori temono più di una porta blindata) poi invitatelo ad entrare. Rifiuterà di salvarvi. Gustatevi il suo stupore mentre si allontana e ricordate che non durerà più di tre giorni, ma soprattutto che l’unico fanatismo sopportabile per la Jole è quello per i tacchi alti, gli spuntini sfiziosi, le gonne a ruota e la propria privacy.

La Jole cucina bene, ma ama male e mescola i suoi sentimenti con gli ingredienti creando ricette che profumano di vita quotidiana: brusca in apparenza, la Jole, ha un codice morale ferreo ed è disciplinata e generosa, come occorre esserlo per avere ospiti a tavola e nel cuore. 

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