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Da quando lo sporty è diventato chic, indosso con molta più nonchalance tute, tessuti tecnici e felpe non solo quando pratico attività fisica (evento che definirei al limite del raro), ma anche e soprattutto per uscire. Per me è un lusso poter scegliere di indossare capi comodi creando un look casual, ma che sa il fatto suo. Sapete quando ci si accorge del tempo che passa? Quando non si indossano più i tacchi!

Una volta ero molto abile, riuscivo a portarli anche per un’intera giornata. Se oggi dovessi prevedere di uscire senza avere la certezza di fare pochi metri a piedi, sfiorerei la catastrofe e potrei dire addio alla pace fatta con la mia cervicale, a quel poco di scogliosi che ora mi dà tregua, al mio menisco che per ora non si lamenta e all’idea che sono ancora invincibile, e il tutto in una serata. No, direi che è troppo.

Se noi donne ci sentiamo così felici in questi capi assolutamente comodi e informali è grazie a due fattori:

-la moda, che ha lanciato la tendenza dell’athletic luxury facendoci capire che siamo belle anche con leggings, sneakers e t shirt;

-l’attenzione per il benessere fisico che ci ha convinte che fare sport è il modo giusto per affrontare la vita e che una sana alimentazione è il segreto per il benessere di corpo e spirito.

Anche se non sono una sportiva doc, ammetto di fare di tutto per amarmi sempre di più e di aver trovato una certa pace attraverso l’inflazionata disciplina orientale denominata Yoga. Mi sono detta che se tutti la fanno avranno i loro buoni motivi e così, in preda alla curiosità e alla pancia molle, ho detto “Anna, yes you can!”.

Forse non avrò ancora trovato del tutto la mia condizione di perfetta armonia psicofisica (vi assicuro che rinunciare a mangiare i supplì quando sono a Roma per me è una tragedia), ma sono sulla buona strada. E così due volte la settimana indosso i miei capi freschi di bucato, salgo in bici e vado alla mia lezione. Credo di aver:

-diminuito la mia ansia, perché quando la distribuivano io ero lì davanti e ne ho presa per dieci;

-aver migliorato la mia capacità di rilassarmi, di poco ma ce l’ho fatta;

-aumentato la mia concentrazione;

-levigato (leggermente) la pancia;

-riempito l’armadio di meravigliosi completini tecnici che vanno dai colori fluo alle stampe più disparate.

Noi donne, è appurato, trattiamo i capi come dei gioielli perché oltre allo scopo primario di ripararci e coprirci, hanno anche la funzione di abbellirci. Così grazie a Miele ho scoperto lo straordinario mondo del lavaggio che tutela le fibre dei nostri abiti. Sia che si tratti di un tessuto tecnico, un semplice cotone o una preziosa seta. E così non saremo più noi a dover scegliere il giusto detersivo, a usarne la giusta quantità, a stendere il bucato aspettando che si asciughi, perché l’intelligenza meccanica di Miele è al nostro servizio per semplificarci la vita. Prendete me, ad esempio. Faccio yoga, torno a casa e metto il completo nella lavasciuga usando un apposito detersivo monodose e specifico per le fibre sintetiche. Mentre io lavoro lei lava e asciuga in un’unica soluzione, e mi restituisce i capi curati alla perfezione.

IN COLLABORAZIONE CON MIELE

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