Jole-carnevale

A carnevale ogni Jole vale, o si fa valere. Ho amato le maschere e i costumi da che ho memoria,
così come amo tutte le decorazioni di zucchero colorato che accompagnano questo periodo.
In commercio esistono in numerose varianti, sia per quanto riguarda la loro composizione (fondenti, al latte, di zucchero), sia per quanto concerne i formati (a filettini, a piccole palline, a scaglie grandi o piccole, naturali, colorate).
Siccome mamma sapeva che le avrei mangiate fino a cariarmi anche le unghie, le teneva in alto in cucina intanto che preparava le sue frittelle dolci di zucca usando queste dosi:

-100 g di zucchero e la pillola va giù;
-250 g di polpa di zucca (la trovate già cotta a vapore);
-buccia di arancia grattugiata (non è sempre inutile);
-2 uova;
-125 g di farina tipo 0;
-5 g di lievito;
-1 cucchiaio di rum.;
-olio di seme singolo per friggere.

Unite la polpa, lo zucchero, le uova, l’arancia grattugiata e il liquore nel mixer e scegliete se frullare poco o tanto (la frittella risulterà più o meno liscia). Poi trasferite in una ciotola il composto e aggiungete il lievito con la farina e incorporatela.
Ora se siete eleganti usate la sac-à-poche, se siete Jole invece usate un cucchiaio e versate imperfette e generose porzioni nell’olio bollente (fate la prova con lo stecchino). Doratele, girandole una volta sola e togliete eventuali impurità di impasto dall’olio nella pentola affinché non faccia odore di bruciato oltre che di fritto. Scolatele e servitele fredde o calde (io amo le fredde), cosparse di colorate perline codette o vermicelli colorati.

Non c’erano soldi per il vestito da principessa che desideravo con tanto di coroncina e bacchetta magica, come neanche per quello da Arlecchino che avrei amato in alternativa, perciò mamma, mi aveva messo una tuta verde e con una palla vuota bucata e dipinta di arancione (da babbo con acrilico da carrozzeria) aveva realizzato la zucca dentro la quale echeggiava il mio pianto disperato. lo sapevo che la zucca si trasformava a un certo punto e non volevo proprio diventare una carrozza! Andai nel panico.
Quando arrivarono le amiche Cenerentole e i principi azzurri, i Zorro coi baffi e le Candy candy con tutti i maledetti Terence, li accolsi urlando col mio scettro mestolo e mangiai una manciata di coriandoli invece delle codette di zucchero perché la zucca mi si era girata dalla parte senza fori.
I bambini scapparono terrorizzati da me che rischiavo il soffocamento e per castigo mi chiusero in cucina dove feci indigestione di frittelle (fortuitamente non ci fu tempo di offrirle prima) spargendo ovunque le code di zucchero che avevo preso montando sulla sedia.
In fondo era carnevale, no? Al diavolo, se non potevo avere la mia festa da principessa avrei fatto la festa a tutte loro, anche a mamma perché la Jole anche in tenera età non accettava compromessi nei suoi desideri colorati, ma soprattutto sa che a Carnevale ogni scherzo vale, ma fino a un certo punto eh? Ricordatelo per il prossimo anno.

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