Taste of Runway presenta: Elie Saab - la cotoletta impanata

Oggi vi voglio raccontare una fiaba..

C’era una volta un ricco intellettuale che, su prescrizione di un medico assai assurdo, consumava polvere d’oro durante i suoi giorni. La credenza dell’epoca voleva che quel prezioso materiale fosse l’unico antidoto contro la vecchiaia e il segreto per una vita eterna. Quel ricco intellettuale (più ricco che intelligente) era molto bizzarro e credulone. Portava baffi vaporosi per essere protetto dall’invidia e lunghi capelli ricci per tenere lontano ogni sortilegio. Il sonno della sua ragione lo aveva portato a creare dei riti ai quali non poteva mancare. Per ottenere più fortuna dalla vita, la servitù gli preparava all’alba un infuso di oro, mandragora e cannella, da bere tenendo stretto il bicchiere nelle mani e pronunciando la parola magica “ANUTA-LI” per tre volte. Ogni Martedì, per avere più denaro nella vita, metteva in una scatola di legno due monete d’oro, un anello d’argento, cinque semi di girasole, un cucchiaio di zucchero e una pietra raccolta nel fiume. Chiudeva tutto con una filo di seta blu e lo lanciava nel dirupo più ad Est della città. Per trovare l’amore della sua vita, scriveva ogni giorno con l’inchiostro magico blu il nome di una donna su un biglietto di carta bianca, lo arrotolava a un pezzo di radice e lo fissava con una catena (naturalmente d’oro) per tenerlo sempre in tasca dalla parte del cuore. Per vincere al gioco si recava alla mezzanotte di ogni luna piena nel luogo dove crescevano i quadrifogli e li annaffiava con latte mischiato a vino in una brocca d’oro pronunciando le parole magiche “SASSAX-KAN-LIAN”. Infine mangiava ogni sera a cena tenere fette di carne impanate di polvere d’oro come segno di prosperità. L’intellettuale (più ricco e credulone che intelligente) a causa delle sue superstizioni vide dopo dieci anni la sua ricchezza sperperata e le sue rughe aumentate. Con il cuore solo e lo stomaco affamato quella sera d’inverno la servitù preparò le ultime fette di carne rimaste, ma al posto dell’oro usò il pane grattugiato che dorava in frittura. “Signore, ecco i suoi lombos cum panitio” e quel giorno per la prima volta si rese conto di aver sbagliato tutto nella vita.  Quel pane fritto brillava quanto l’oro ma, invece di nascondere i sapori, li esaltava avvolgendoli. Si mormora che oggi di quel ricco intellettuale sia rimasto un grande quadro che lo ritrae vecchio e in miseria mentre cucina lombos cum panitio alla corte del re.

Anche questa fiaba è farina (anzi pane) del sacco di Taste of Runway. Se proprio volete provarci e dire “ANUTA-LI” per tre volte o “SASSAX-KAN-LIAN” mentre annaffiate i quadrifogli fatelo a voce bassa per cortesia o potrebbero scambiarvi tutti per pazzi!

 

Ricetta. PER 4 PERSONE

4 Fette di carne di vitello + 200g di burro + 200g di pane grattato + 2 uova + sale.

Battete le fette con il pestacarne. Sbattete le uova in una terrina e grattugiate grossolanamente il pane secco in un piatto pulito. Prendete le fettine di carne e passatele una alla volta nelle uova sbattute da entrambi i lati. Passatele poi nel pane grattato (sempre da entrambi i lati) esercitando un po’ di pressione per far aderire bene l’impanatura alla carne. Mettete ilburro in una padella antiaderente, fatelo sciogliere e aggiungete la carne quando inizia leggermente a friggere. Cuocete a fuoco basso per circa 10 minuti fino a far dorare la carne da entrambi i lati. Salate e servite subito con qualche fetta di limone!

Photo Food: Taste of Runway. Photo fashion show: Photo: Alessandro Viero / GoRunway.com image courtesy of style.com. Model: Yulia Kharlapanova (ELITE).

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