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Sappiamo che è vietato parlare delle  “4 S” (soldi, salute, sesso e sport) e delle “3 P” (politica, pettegolezzi e persone assenti). Chi ha peccato scagli dunque la prima pietra! Lo so che non parlare di pettegolezzi e soprattutto di persone assenti non è cosa facile (ed è un grande spasso diciamocelo), ma vi assicuro che evitare questi argomenti è possibile. Come? Ad esempio intrattenendo gli ospiti con discorsi di attualità, arte, cibo… Il vostro compito è gettare le basi per una buona conversazione impugnando abilmente una bacchetta virtuale per dare il via ad un concerto fatto di parole e argomenti interessanti. Vi lascio qualche notizia da cui prendere ispirazione.

Maurits Cornelis Escher, incisore e grafico olandese. Genio delle costruzioni impossibili, delle elaborazioni dell’infinito create attraverso un apparente caos, ma che in realtà nasconde una tecnica quasi matematica pronta a stravolgere il piano e lo spazio. Gli effetti psichedelici sulla vista e sulla mente sono straordinari, e le distorsioni creano sorprendenti effetti quasi dal sapore paradossali. Illusioni ottiche, magia e gioco perché Escher ha sempre rappresentato la vita non così com’è, ma come dovrebbe essere: unica, straordinaria e imprevedibile.
La realtà non è come appare, ma come la costruiamo nella nostra mente. Amante dell’Italia, è in mostra a Palazzo Reale di Milano fino al 22 gennaio 2017.
Partecipate e riuscirete a guardare il mondo con gli occhi diversi, quelli di chi va oltre all’apparenza. Il che sarebbe il segreto per non annoiarsi mai.

Felicità. Isabelle Allende, ne “L’amante giapponese” ha scritto: “La felicità non è esuberante né chiassosa, come il piacere o l’allegria. È silenziosa, tranquilla, dolce, è uno stato intimo di soddisfazione che inizia dal voler bene a se stessi.” Quante verità in queste parole. Felicità e allegria sono due cose completamente differenti. La prima dovrebbe essere per sempre, la seconda dipende. E voi siete più felici o allegri? Il dibattito si aprirà sulla vostra tavola.

Norvegia. Oslo sarà la prima città senza auto, il progetto audace entro il 2019. No ai combustibili fossili, no al petrolio, no allo smog, no al traffico, no agli orribili parcheggi che rovinano l’estetica delle città. Sì ai mezzi pubblici, ai servizi, alle belle camminate, alle biciclette e ad una città più libera. Per un’anima migliore che pensa alle cose davvero serie: salvaguardare la nostra salute e il mondo intero. E brava Oslo!

Balena. All’inizio della loro scoperta le balene erano considerate dagli uomini dei pesci. Nel corso degli anni cambiarono idea: anche se vivono in acqua la balene respirano con i polmoni e non attraverso le branchie, allo stesso modo degli orsi, dei gatti, dei cani. Questo significa solo una cosa: l’apparenza inganna e solo lo stolto non cambia idea. Riflettete su tutte quelle volte in cui avete giudicato qualcuno con troppa fretta o a tutte quelle volte in cui, per presunzione e testardaggine, non avete cambiato opinione. Fate la stessa domanda ai vostri ospiti a tavola.

Pranzo sì o pranzo no? Nella Silicon Valley si parla di “digiuno intermittente”, un invito cioè rivolto ai dipendenti che ha un unico fine: saltare un pranzo alla settimana perché pare faccia aumentare le connessioni cerebrali (cioè tutto quello che si attiva all’interno del nostro cervello). Non metto in dubbio che mangiare la parmigiana di melanzane di zia Assunta sia proprio una sfida palese all’albicocco post pranzo, ma siamo sicuri che l’assenza di cibo ci faccia stare bene? Gli scienziati dell’Università di Standford sostengono che durante il digiuno ci si senta come i monaci in ritiro spirituale: la mente si stacca dal corpo e tutto attorno è più chiaro, leggero, calmo e produttivo. Dicono che l’ideale sia non mangiare da lunedì sera fino a mercoledì mattina. Inciderebbe sicuramente sul budget mensile, ma sull’umore? Chiedetevelo mentre vi gustate una bella carbonara…

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