Minestra-img-post“O mangiar questa minestra o saltar dalla finestra.”

Se c’era una cosa che da piccola proprio non potevo tollerare era la minestra. Quando mia mamma la preparava ero in grado di farmi venire le convulsioni da isterismo pur di non mangiarla. La sua frase era sempre la stessa “o mangiar questa minestra o saltar dalla finestra”. Una volta l’ho fatto e i risultati sono stati scarsissimi, vivevamo a piano terra. Anche se tuttora non è uno dei miei piatti preferiti ci sono delle regole da sapere molto interessanti:

  • non si soffia mai per reffreddarla;
  • non si serve mai ai pranzi ma soltanto a cena;
  • non si offre mai due volte. Ricordate che, oltre alla minestra, si passano una volta sola il consommé, il formaggio, la frutta e il caffé;
  • se si tratta di una cena sexy sono banditi i minestroni. Via libera a sofisticate vellutate di crostacei;
  • il risucchio no, no e poi no (è ammesso solo per i nonni)!
  • il cucchiaio non è un bastone o una mazza da golf: si impugna bene con la mano destra dalla cima del manico (e non a metà come spesso si vede);
  • la minestra si sorseggia dalla punta del cucchiaio o dal lato;
  • per finire la minestra dovete inclinare il piatto verso il centro della tavola e non verso voi stessi. Questa azione si fa perché, nel caso doveste rovesciarne un po’, macchiereste la tovaglia e non i vostri abiti.

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