Bob Marley cantava:
“Tutti nascono unici,
solo alcuni continuano a esserlo.”

Desiderio di tutti, vezzo di molti, eppure pochi ci riescono davvero.
Da secoli l’unicità è rappresentata, esaltata, celebrata, lodata, magnificata, ma quanti realmente possono dire di farne parte?
Tutto quello che facciamo accade perché siamo quotidianamente ispirati da qualcuno eppure, nel nostro essere persone tremendamente uguali alle altre, c’è una speranza per tutti. Quella di sentirsi, in qualche modo, uniche.

E’ questa l’idea che ha portato la nascita di Quattropiume, un brand fiorentino con una mission ben precisa: far vivere il gusto personale di ogni donna in una clutch dal sapore raro e prezioso.
Immaginate di poter scegliere fra i modelli proposti, e di poter scatenare tutta la vostra creatività nell’ideazione di un prodotto che vi rappresenti totalmente e che risponda certamente anche alle vostre necessità.

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Il concetto alla base di Quattropiume è che è il brand a doversi adattare al gusto di ogni donna, non viceversa. Così ho accettato questo bellissimo invito e, attraverso il sito e-commerce, ho configurato la mia clutch del cuore partendo da “Jewelperfume”, il modello che preferisco tra i tre disponibili attualmente anche se vi svelo che tra poco sarà in arrivo il quarto, fino ad avere un’offerta di ben 12 modelli differenti. E’ inutile dirvi che, fra le tantissime varianti di materiali e di colori a disposizione, ho optato per un “gioiello” total black, e a chi me lo farà notare risponderò che smetterò di scegliere qualcosa di nero quando inventeranno un colore più scuro.

E se “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”, io potrò mostrarvi il capolavoro che ho configurato solo tra quarantacinque giorni, il tempo necessario per creare davvero qualcosa di unico, completamente a mano, e rigorosamente Made in Italy. Ah, il Made in Italy. Ve lo ricordate? Perché ormai pare diventato una chimera ancora più impossibile da raggiungere. Molti dei brand del lusso che conosciamo hanno spostato la loro produzione all’estero ultimando in Italia solo una piccola percentuale di lavoro, praticamente quella che basta per poter applicare l’etichetta “Made in Italy”. E quindi tanto di cappello e un grande applauso allo sforzo coraggioso di un gruppo di quattro giovani imprenditori che crede realmente nella qualità del saper fare italiano, nella maestria di abili artigiani che confezionano a mano oggetti unici seguendo le indicazioni del cliente per soddisfare il desiderio di avere un prodotto degno di essere mostrato con soddisfazione.

Quattropiume-img-post-1

Perché i progetti sono così, o te ne innamori subito perché ci credi, altrimenti è meglio lasciar perdere. E io in Quattropiume vedo una sfumatura di colore verde brillante in un universo grigio ormai standardizzato dove si paga caro un prodotto solo per appartenere ad uno status, finendo irrimediabilmente per essere identici a tante altre persone che hanno fatto una scelta probabilmente non dettata dal cuore.

Anche in questo caso il prodotto non è proprio regalato (prezzo base da 1.200 euro), ma il valore aggiunto è dato da elementi che ormai non consideriamo più. La qualità della materia prima ad esempio, la personalizzazione, le lavorazioni raffinate tra cui poter scegliere, i cicli di lavorazione interamente realizzati in Italia, la sapienza di artigiani che fanno questo mestiere da decenni e che dovrebbero essere tutelati in nome di un Made in Italy che rende ancora onore al nostro Paese.

Nella cornice della bellissima Firenze ho avuto la fortuna di conoscere il team creativo di Quattropiume, e se vi dico che gli brillavano gli occhi mentre ci raccontavano come è nato il progetto, mi dovete credere.
Quattropiume è un brand emergente che mette al centro di tutto il desiderio del consumatore, e in quest’epoca di omologazione il nuovo lusso non sono i trend da seguire o le IT bag della stagione, ma il fatto di sentirsi speciale con qualcosa che durerà per sempre e che nessun negozio potrà mai vendere o s-vendere. Ora non resta che aspettare che la mia clucth venga realizzata, nel frattempo cercherò di immaginare il rumore delle forbici e delle macchine da cucire, la mani degli artigiani e l’odore del laboratorio, il click che farà ogni volta che la chiuderò, ma soprattutto non mi resta che pensare alla prima occasione in cui la indosserò.

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