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“Un ospite educato non parlerà continuamente più di quanto non mangi per tutta la festa.” George Herbert of Cherbury

Questo post è dedicato a tutti i miei maleducati preferiti, a tutti gli amici e conoscenti che frequento e che peccano di loquacità. Non ho mai avuto il coraggio di dirvelo, ma siete più pensanti della caponata di zia Assunta. Vi chiederei, da oggi in poi, di essere veloci e leggeri per non cadere nell’errore di diventare ospiti pesanti e difficili da digerire altrimenti potreste fare vostra la frase di Groucho Marx “Io sono stato invitato in tutti i migliori salotti. Una volta sola.” Ricordatevi che a tavola non si parla mai delle “4 S”: soldi, salute, sesso e sport. Non mi interessa sapere: quanto è costata la vostra borsa, come sta il femore di vostra nonna, di come vi siete ispirati al film “Alle dame del castello piace solo fare quello” per l’ultima nottata di passione e neanche del calcio mercato. Non si parla nemmeno delle “3 P”: politica, pettegolezzi e persone assenti. Questo rende tutto più problematico! Qualche pettegolezzo a cena è d’obbligo, ma deve essere lieve e non monopolizzare l’attenzione. Da oggi in poi Taste of Runway vi offrirà delle piccole guide per intrattenere i vostri amici gettando le basi per una buona conversazione. Non dovrete necessariamente essere attori, ma registi della vostra tavola dando il via a temi che gli altri potranno argomentare. Vi darò piccoli escamotage per sapersela sempre cavare risultando delle persone apparentemente molto interessanti (se poi lo siate realmente saranno i fatti a parlare). “La conversazione dovrebbe sfiorare tutto, ma non soffermarsi su nulla.” Oscar Wilde.

Guida N°1 degli argomenti da intrattenere a tavola.

1.Bauhaus: scuola di architettura, design e arte attiva in Germania dal 1919 al 1925. Lo slogan di questo movimento era “non ci deve essere differenza tra il sesso più bello (la donna) e quello più forte (l’uomo)”. Eppure, quando il Bauhaus aprì, a molte donne venne negata l’iscrizione e a quelle ammesse era vietato l’accesso ai corsi ritenuti più importanti quali il design industriale, la pittura e l’incisione. Perché gli uomini da sempre temono le donne? Si aprirà una voragine nella vostra tavola. Diamo il via alle danze..

Bauhaus

2.”Vacanze intelligenti” Alberto Sordi 1978. Memorabile parte del film collettivo “Dove vai in vacanza?” del ’78 in cui le vacanze estive di Remo e Augusta (semplici fruttivendoli romani) vengono organizzate dai loro figli che, prossimi alla laurea, esercitano la loro superiorità culturale sui genitori. Memorabile la loro visita alla biennale di Venezia che li farà catapultare in una serie di esilaranti battute tra cui “A Ré, qui non ce sta un c…o da vedé”, espressa dalla moglie Augusta davanti ad una parete completamente bianca. Arte contemporanea, a volte il senso delle opere viene a mancare. Che ne pensate?

VacanzeIntelligenti

3. “Vissi d’arte, vissi d’amore, non feci mai male ad anima viva!” Questa è la Tosca di Giacomo Puccini interpretata dalla bellissima Maria Callas. Lei, così brava e piena di successo venne nominata “la divina”. Eppure dentro di sé nascondeva una profonda inadeguatezza: perse 36 kg in 24 mesi, si sentiva brutta, grassa e malvestita. Con l’aiuto di una stilista (Biki) conosciuta da poco, riuscì a rimettersi in forma conquistando uno stile che si sentiva suo. Parlare delle pene d’amore a tavola è concesso.

Callas

4.Giraffe Manor: dite che l’avete visto sulla copertina di “Harper’s Bazaar” (ma se pensate di non risultare credibili usate un generico “..su un giornale”) e non potevate credere ai vostri occhi. Una casa coloniale inglese nel cuore del Kenya (a Nairobi) che ha delle giraffe come animali domestici. Queste incredibili creature sono libere di muoversi e anche di rubare una fetta biscottata dal tavolo della colazione. Come vi sentireste se vedeste un muso curioso sbirciare dentro la vostra camera che sta al primo piano?

GiraffeManor

5.Suocera. Se è troppo invadente e lui (suo figlio) glielo permette, il matrimonio può essere annullato. Parola del Tribunale ecclesiastico che ha aggiunto la dipendenza del figlio ai genitori a tutte le altre dipendenze (come alcool, droga, infedeltà) che possono portare la Chiesa a sciogliere il vincolo. Tempi duri per il club de “lavo io le sue camicie perché a mio figlio piace il profumo del mio bucato”, “il sugo non farlo così perché a lui piace colì”. Da oggi “Quel mostro di vostra suocera” dovrà stare ben attenta.

Suocera

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