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Se le casalinghe disperate americane andavano matte per il giardiniere e tutte imperlate di sudore sotto i fondotinta si producevano in mille freschi centrifugati per sedurlo, io preferisco la “giardiniera“, soprattutto se italiana.
La Jole si tiene ordinata in modo conveniente alle occasioni e al portafoglio per non dispiacere al suo compagno, ma fa la cresta sulla spesa per potersi concedere qualche cura estetica un po’ più risolutiva della solita crema alla cera d’api.
Siete stufe anche voi di dividere la crema viso col tavolo da pranzo?
Vorreste avere fronti lisce e riflettenti invece delle listarelle veneziane che ci vengono, e le cui righe neanche possiamo inclinare a piacimento?
Ebbene, prima di ricorrere al bisturi e far la fine della “Hollywood”, (è la mia dirimpettaia talmente rifatta che quando mangia un bignè ormai si tampona il lobo dell’orecchio) bisogna conoscere qualche cosa sulle conserve.
Dite: “ma Jole che c’entrano i sottaceti con l’estetica?”
Ma care le mie gambine di sedano, cosa credete che siano i sottaceti se non verdure con il lifting?

Ingredienti.
-1 litro di acqua senza rose;
-1 litro di aceto bianco;
-300 g di peperoni rossi e una barzelletta sconcia;
-300 g di sedano a gamba tesa;
-300 g di carote;
-300 g di cimette di cavolfiore sotto le quali siete nate;
-30 g di sale e altrettanti di zucchero;
-Tre foglie di alloro universitario.

Staccate le foglie di alloro dalla corona di laurea che son secche da un pezzo. Se invece vi siete diplomate compratele per decoro, se non siete nemmeno diplomate siate sveglie abbastanza da staccarne un rametto dalla siepe vicino alla scuola senza che se ne accorga qualcuno.
Mettete l’acqua, l’aceto e l’alloro in una pentola capiente e portate a ebollizione intanto che mondate le verdure.
Spingete le labbra in avanti e tagliate le cimette di cavolfiore a rosette. Col mento in alto fatevi un selfie coi peperoni a falde corte (il collo sembrerà più tonico). Le carote fatele a rondelle spesse come le borse sotto gli occhi e il sedano a pezzetti insieme a quel che resta della universitaria che c’è in voi.
Bene. Ora come in sala operatoria immergete le verdure secondo un piano preciso come un chirurgo: prima i cavolfiori e le carote che sono duri quanto il tempo che passa, dopo tre minuti aggiungete le verdure più tenere, e dopo tre minuti scolate tutto e fate alle verdure una doccia gelata.
Lo shock le farà rimanere brillanti e come un risveglio post operatorio lasciatele riposare dopo l’intervento. Asciugatele teneramente e mettete in barattoli con un po’ di liquido di cottura senza premere, perché dopo un lifting che bisogno c’è di spingere?
Seguite il metodo del ministero della salute per sterilizzare i vasetti perché non c’è conserva, né donna, troppo al sicuro dal botulino.
Dopo un mese circa adagiate la giardiniera in una ciotola e servitela con un lesso o un gateaux di patate e tonno e notate come sembra fresca, vitale, appena nata!
Prendete il telefono, rompete il salvadanaio e prenotate il parrucchiere e l’estetista. Certo, sarete come prima, ma non dimenticate che la Jole pensa che l’unico modo fruttuoso di ingannare il tempo sia quello sotto il casco. La Jole non è disperata, non ha un giardiniere, ma se proprio l’avesse probabilmente sarebbe lui a sbirciare.

La Jole cucina bene, ma ama male e mescola i suoi sentimenti con gli ingredienti creando ricette che profumano di vita quotidiana: brusca in apparenza, la Jole, ha un codice morale ferreo ed è disciplinata e generosa, come occorre esserlo per avere ospiti a tavola e nel cuore. 

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